Rassegna Stampa Agosto 2020

Pubblicato il 28/08/2020 - Alessia Vicario
La Rassegna Stampa Quantalys: in un'unica pubblicazione le posizioni e le analisi delle varie SGR

MORGAN STANLEY: “Mercati globali: l’outlook positivo della Cina potrebbe non avere ripercussioni positive sul resto del mondo”

Il rally dei mercati globali sembra in rallentamento, sebbene l'S&P 500 sia finalmente riuscito a recuperare le perdite subite durante il crollo di fine febbraio e marzo. Nonostante la presenza di qualche incerto segnale di ottimismo (PMI manifatturiero statunitense ed europeo e miglioramento delle intenzioni di investimento) permangono indicazioni di un deterioramento della crescita nel breve termine (i fallimenti continuano a salire e i dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti dimostrano che la disoccupazione temporanea si sta trasformando in disoccupazione permanente, il ritardo nel raggiungimento di un accordo su ulteriori stimoli fiscali negli Stati Uniti mette a rischio la ripresa economica) che spingono a mantenere un atteggiamento prudente. Inoltre le prospettive sulla Cina si sono dimostrate positive ma a differenza di quanto accaduto in altre crisi (2007, 2015) la Cina non assolverà ancora una volta al ruolo chiave di trainare il resto del mondo fuori dalla recessione. La Cina sta evitando di stimolare l'economia utilizzando il debito e sta realizzando investimenti inferiori rispetto alle precedenti crisi inoltre la sua posizione a livello politico si è molto modificata, in passato l’incentivo a cooperare derivava dall’intenzione di consolidare le relazioni tra paesi ma oggi le tensioni con gli Stati Uniti limitano tale incentivo. Questo diverso atteggiamento della Cina si traduce in un aumento delle esportazioni nette e una riduzione dei benefici per il resto del mondo. Le notizie positive non siano da escludere ma rimane possibile un’inversione del trend positivo dei dati economici.

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ANIMA: “Lo spettro della disoccupazione americana”

Negli ultimi due mesi, il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro statunitense è stato sorprendente (dai massimi del 14,7% registrati ad aprile, il tasso di disoccupazione è sceso all’11.1%). Uno degli strumenti di maggior rilievo per le piccole e medie imprese è il PPP (Paycheck Protection Program letteralmente “Programma di protezione delle buste paga”) pari a 670 miliardi di dollari. La scadenza (ed il suo probabilmente ridimensionamento) delle misure di sostegno alle imprese predisposte dal Congresso potrebbe però alimentare una nuova fase di debolezza.

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ANIMA: “Stati Uniti vs Europa la bussola degli utili”

Le divergenze fra le prospettive di breve periodo di Stati Uniti e Area Euro hanno lasciato il segno sul rapporto di cambio fra euro e dollaro (+5% da fine giugno) senza però riuscire ad alimentare un trend sostenuto di sovra-performance del mercato azionario europeo. La variabile più importante che guida la performance relativa dei mercati azionari di due aree geografiche è la dinamica degli utili. I fattori più significativi che possono alterare il modo in cui la crescita economica si riflette sulla crescita degli utili sono la composizione settoriale e l'esposizione geografica delle vendite. Sulla composizione settoriale il mercato azionario americano, rispetto all’Europa, ha un peso molto più importante su tecnologia e salute (comparti che più degli altri hanno beneficiato del lockdown) e un peso inferiore su industriali, materiali di base e finanziari (settori ciclici duramente penalizzati dalla pandemia). Con riferimento all’esposizione geografica la percentuale delle vendite originate all'estero è pari al 29% per gli Stati Uniti e sale al 53% per l’Europa più esposta quindi alle dinamiche della crescita globale e agli sviluppi sui mercati valutari. In prospettiva, una variabile destinata a svolgere un ruolo cruciale sarà la fiscalità (l'aumento della tassazione sugli utili societari è uno dei capisaldi del programma di Biden).

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AMUNDI: “Un’estate di contrasti”

I mercati sono guidati da due forze contrastanti: il rischio di una seconda ondata pandemica e il rally simultaneo delle azioni che potrebbe essere messo in discussione dall'incertezza sul vaccino. Piuttosto che incrementare i rischi in modo aggressivo è il momento di apportare aggiustamenti tattici ai portafogli. Gli investitori dovrebbero essere consapevoli di alcuni eccessi di mercato (es. settore tecnologico degli Stati Uniti) e guardare alle opportunità selettive (titoli ciclici Value e Europa che dovrebbe beneficiare della ripresa). Le economie dei mercati emergenti come la Cina (primi ad entrare in lockdown e i primi a uscirne) potrebbero beneficiare della ripresa e offrono opportunità selettive nelle azioni e nel debito. Dati i bassi rendimenti dei titoli di Stato di alta qualità, gli investitori dovrebbero esplorare il credito corporate, in particolare nel segmento Investment Grade che è sostenuto dalle banche centrali ma occorre un’attenta selezione. Con la ripresa delle economie, potrebbe venir meno il supporto monetario delle banche centrali, portando ad un aumento dei rendimenti e della volatilità e quindi rimanere flessibili e attivi nella gestione della duration è fondamentale. Gli investitori contano sulle misure monetarie e fiscali per il proseguimento del rally, ma queste non sono le condizioni perfette per avere una forte esposizione al rischio direzionale. Preferiamo una strategia prudente ed equilibrata che permetta agli investitori di beneficiare della ripresa e allo stesso tempo fornisca una protezione dal rischio di ribasso attraverso opportune coperture ed oro.

Al link Amundi.it l’articolo completo.

 

KAIROS: “Oro e dollaro non è una crisi di fiducia”

La forza dell’oro e la debolezza del dollaro hanno fatto pensare a una crisi di fiducia dei mercati nei confronti della moneta americana per effetto di un eccesso di misure reflazionistiche, fiscali e monetarie. In realtà la forza dell’oro più che a timori di inflazione che sui mercati non ci sono (i titoli del tesoro americano indicizzati all’inflazione mostrano attese di inflazione decrescente) va attribuita ad un calo dei rendimenti reali, quando i rendimenti di tutti gli altri asset finanziari, avversari dell’oro, calano l’oro brilla. Quanto al dollaro più che di una debolezza del dollaro (che c’è ma in misura molto modesta e può favorire aspetti positivi come una maggiore tenuta dei paesi emergenti indebitati in dollaro) si può parlare di forza dell’euro legata alle attese di maggiore tenuta del sistema europeo. Complessivamente oro e dollaro si muovono razionalmente, il quadro per la fine dell’anno si prospetta moderatamente positivo con mercati laterali ma possibilità di nuovi rialzi.

Al link Kairospartners.com il podcast completo di Alessandro Fugnoli

 

KAIROS: “L’inflazione media e la fine della curva di Phillips”

La Fed ha lavorato sui due mandati che il Congresso le ha affidato: il controllo dell’inflazione e il perseguimento della massima occupazione. Sul fronte dell’inflazione, il famoso obiettivo del 2 per cento (che a suo tempo destò molti dubbi sia perché alto sia perché arbitrario) viene formalmente confermato (non si tratta più di un 2 per cento resettato ogni anno, ma di un 2 per cento medio nel tempo. Il concetto di inflazione media era già stato introdotto da mesi e ora diventa policy ufficiale. Sul secondo fronte quello dell’obiettivo di occupazione da qualche anno, i dubbi crescenti sull’efficacia della curva di Phillips (che lega tra loro occupazione e inflazione) avevano indotto le banche centrali a maggiore prudenza. Oggi la curva di Phillips, che pure è ancora presente nei grandi modelli econometrici delle banche centrali, viene dichiarata ufficialmente decaduta. La Fed proclama infatti che da qui in avanti reagirà solo all’occupazione troppo bassa e non farà invece nulla nel caso l’occupazione sia più alta di quella definita massima dai suoi modelli. Nei prossimi anni, quindi, la Fed alzerà i tassi solo in caso di inflazione conclamata, non nel caso di inflazione sospettata per troppa occupazione. La morale è che la Fed non alzerà i tassi dallo zero attuale fino a che l’inflazione non sarà stata per almeno un paio d’anni al tre per cento.

Al link Kairospartners.com l’articolo completo di Alessandro Fugnoli

 

PRAMERICA: “Scenario Macroeconomico AGOSTO”

Nel corso dell’estate l’ottimismo (nato dal recupero stesso dei mercati iniziato a marzo e alimentato a luglio dal Recovery fund e dai dati economici in termini di economia reale e di fiducia migliori delle aspettative) ha continuato a incidere sull’andamento dei mercati finanziari in particolare su quelli azionari che grazie a questa spinta si sono spostati su livelli che forse cominciano a incorporare un ottimismo un po' eccessivo. Il mercato, infatti, ha espresso aspettative di un recupero significativo dell’attività economica, ma è andato ad anticipare in maniera eccessiva uno scenario del quale, molto probabilmente, avremo visibilità solo nella parte finale dell’anno. Nelle prossime settimane i mercati dovranno affrontare tre elementi che rimangono ancora sottotraccia nelle valutazioni degli operatori: 1. una seconda ondata di covid (questa situazione potrebbe indurre alcuni governi a ritardare a settembre la normale ripresa delle attività e questo avrebbe ovviamente effetti significativi); 2. La dinamica degli utili le cui aspettative appaiono molto elevate. La ripresa degli utili scontata dal mercato appare lineare e in costante miglioramento, fino a ipotizzare per la fine del 2021 livelli in linea con quelli registrati alla fine del 2019. La dinamica non sarà così lineare e potrebbe evidenziare qualche battuta d’arresto; 3. Le elezioni presidenziali negli USA. I sondaggi evidenziano un significativo vantaggio di Biden, candidato democratico che ha sempre enfatizzato la necessità di privilegiare “Main Street” piuttosto che “Wall Street”, ci sarà un cambio della politica fiscale che molto probabilmente si tradurrà in un aumento delle tasse per le imprese e del salario minimo. Queste scelte avranno impatti diretti sulle dinamiche degli utili e sui flussi di capitale verso gli USA, con sviluppi potenzialmente negativi sull’andamento dei mercati azionari statunitensi. I listini europei, favoriti anche da una percezione di maggiore solidità della UE a seguito dell’approvazione del Recovery Fund, potrebbero evidenziare delle performance migliori, senza tuttavia arrivare a muoversi in maniera completamente dissociata da quelle che sono le dinamiche dei listini statunitensi.

Al link Pramericasgr.it l’aggiornamento completo.

 

GAM Investments: “Europa, Banche e Assicurazioni a un punto di svolta”

Banche e assicuratori, nonostante un primo semestre impegnativo, hanno dimostrato di avere una buona resistenza e i bilanci rimangono solidi. Sia le banche che gli assicuratori infatti hanno adottato misure per anticipare l'impatto della pandemia che ha portato a una pressione al ribasso sulla redditività, con le banche risultate maggiormente colpite rispetto agli assicuratori. Se da un lato riteniamo che il secondo semestre dell'anno rimarrà probabilmente complicato dal punto di vista reddituale, dall'altro prevediamo che la pressione si attenui gradualmente man mano che si raggiungerà il punto di inflessione. La solvibilità sia delle banche che degli assicuratori europei rimane solida, fornendo una forte protezione agli obbligazionisti dal rischio cedolare e di capitale sul debito subordinato. Dal momento che quest'ultimo è il fattore chiave per i detentori di obbligazioni subordinate, a nostro avviso, ciò rimane di supporto per tale asset class in cui le valutazioni continuano a essere interessanti. Inoltre, riteniamo che l'analisi della BCE fornisca un ulteriore livello di comfort per gli obbligazionisti sottolineando la resilienza del settore durante questo “stress test” che ha investito la nostra realtà.

Al link Gam.com l’articolo completo.

 

SCHRODERS: "Elezioni USA: cosa dicono le previsioni? Gli investitori dovrebbero prepararsi all'idea di un nuovo Presidente?

Con l'avvicinarsi delle elezioni negli Stati Uniti sia i modelli macro che i sondaggi sembrano indicare una probabile vittoria di Joe Biden. Tuttavia, se si considerano le elezioni del 2016 sulla capacità predittiva dei sondaggi, sembra che la corsa presidenziale sarà più combattuta del previsto. Gli investitori non si saranno dimenticati del fatto che i sondaggi si sbagliarono nel 2016. Gli investitori dovrebbero prepararsi a una vittoria di Biden, o almeno, dovrebbero iniziare a chiedersi cosa significherebbe la vittoria di Biden per le politiche e i mercati.

Al link Schroders.com l’articolo completo.

 

SCHRODERS: “Economic infographic | Agosto 2020”

Secondo Schroders il cambiamento climatico ridurrà i rendimenti annuali al 3,8% (rispetto al 4% in assenza di cambiamento climatico) e nei prossimi 30 anni potrebbe sostenere i rendimenti azionari dei paesi più freddi ma compromettere i rendimenti dei paesi più caldi. Al fine di limitare gli aumenti di temperature le riserve di carbone, petrolio e gas vengono abbandonate e il valore delle società proprietarie di tali riserve potrebbe ridursi in seguito al mancato utilizzo (Cina, Russia, Usa e India sono i paesi che possiedono le maggiori riserve di combustibili fossili).

Al link Schroders.com l’aggiornamento completo.     

 

PICTET: Barometro: l’enigma del Coronavirus

Asset allocation: dato il difficile bilanciamento dei rischi, posizione neutrale su azioni, obbligazioni e liquidità.

Regioni e settori azionarisovrappeso delle azioni europee (l’Europa appare in condizioni migliori rispetto agli Stati Uniti), sovrappeso dei beni di prima necessità (il settore non è riuscito a tenere il passo con il rally del resto del mercato, trainato dai titoli ciclici) sottopeso dei titoli finanziari (nonostante gli accantonamenti per prestiti inesigibili delle banche, rimangono fortemente vulnerabili a ogni battuta d’arresto alla graduale riapertura delle economie. Inoltre, i pagamenti dei dividendi difficilmente risaliranno nell’immediato futuro)

Reddito fisso e valuteriduzione della posizione sull’euro (da sovrappeso a neutrale) dopo la recente flessione del dollaro; sovrappeso sul credito statunitense investment grade.

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T.ROWE PRICE: "Le politiche monetarie resteranno accomodanti ancora a lungo"

L’inflazione e gli shock della crescita globale hanno stimolato un’azione sincronizzata di tutte le banche centrali, con la Federal Reserve e la BCE, in particolare, che molto probabilmente manterranno i tassi a zero ancora per diversi anni. Nei mercati emergenti, invece, le banche centrali stanno attuando numerosi tagli e Paesi come Cile, Perù, Colombia sono molto vicini alla fine della fase di allentamento monetario

 

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Da Alessia Vicario Financial Data Analyst presso Quantalys Italia.