Rassegna Stampa Novembre 2020

Pubblicato il 27/11/2020 - Alessia Vicario
La Rassegna Stampa Quantalys: in un'unica pubblicazione le posizioni e le analisi delle varie SGR

 

Anima: Piazza Affari: verso un 2021 di ripresa

Buone prospettive per il 2021 sia sul fronte sanitario (vaccini e cure), sia sul fronte delle politiche (le principali Banche centrali continueranno con politiche accomodanti e i governi vareranno misure di stimoli fiscali). L’Europa inoltre beneficerà del Recovery Fund. Il tutto unito a un contesto di bassi tassi che penalizza il mondo obbligazionario genererà una situazione favorevole nel mondo azionario.

La rotazione settoriale tanto attesa che ha visto false partenze è destinata questa volta ad essere più duratura. Il posizionamento sui covid winner e sulle società immuni alla pandemia è piuttosto concentrato ed in previsione di una ripresa è ragionevole una migrazione verso i settori più penalizzati (es. i finanziari, le materie prime e le telecomunicazioni). In italia abbiamo indici scarichi di tecnologia e se dovesse perdere la leadership il nostro mercato ne beneficerà.

In questo scenario di ricostruzione post pandemica le PMI italiane a cui i fondi PIR si rivolgono potrebbero giocare un ruolo chiave.  Inoltre la normativa sui PIR accenderà i riflettori sulle PMI proponendo di canalizzare i risparmi verso l’economia reale, in un’ottica di lungo periodo garantendo vantaggi fiscali.

Al link Animasgr.it il podcast completo di Luigi Dompè Responsabile Azionario Italia presso Anima SgR, risponde ad alcune domande.

 

Invesco: Brexit, Next Generation e vaccini (gli insight della settimana)

Segnali di ottimismo trapelano dalla Gran Bretagna e dall’UE sulla possibilità di trovare un accordo quadro per permettere al Regno Unito di uscire dall’UE in maniera meno disordinata. Sempre dall’Europa negli ultimi giorni ci sono state notizie positive sul versante dello scontro tra Polonia e Ungheria (alle quali si è unita la Slovenia) e gli altri paesi dell’UE sul veto che avevano posto per sbloccare le risorse del piano Next Generation EU. E’ emersa la volontà di sedersi e riaprire le trattive per trovare un accordo che permetta di sbloccare le risorse.  Il terzo elemento positivo è rappresentato dalla pandemia (i numeri sono ancora seri ma cominciamo ad avere indicazioni di flessione) e indubbiamente positive le notizie che arrivano sul versante della ricerca farmaceutica. Dopo i vaccini di Pfizer Biontech e di Moderna alcuni studi hanno confermato l’efficacia anche del vaccino di Astrazeneca (meno efficace rispetto ai primi 2 ma più semplice dal punto di vista della gestione logistica). Indicazioni positive anche da parte delle autorità sanitarie Usa sul fatto che la terapia sugli anticorpi monoclonali somministrati a Trump risultati effettivamente efficace.

Al link Invesco.it l’articolo completo di Luca Tobagi.

 

Kairos: “La nuova risk parity: considerazioni sulla transizione al dopo-Covid”

I mercati pensano ai vaccini come soluzione pulita e veloce alla pandemia e ipotizzano un passaggio istantaneo da Covid al dopo-Covid, come un interruttore della luce da spento a accesso. E’ soprattutto l’azionario sui massimi a muoversi su questa logica, in particolare quello europeo che, pur avendo pochi settori di crescita nei suoi listini, spinge gli indici verso i massimi portando la old economy e i ciclici su livelli che sono già superiori a quelli di inizio anno. I bond confermano di essere il fratello maggiore serio ed equilibrato dell’equity e non pensano che dal buio si passerà in un attimo alla luce. Se così fosse avrebbero già iniziato a scendere di prezzo e salire di rendimento. Qualcosa si sta provando a muovere sulla parte lunga della curva americana ma non c’è convinzione. La fase di transizione sarà lunga per due ragioni. Da una parte ci sarà un percorso accidentato della malattia e dall’altra una risposta di policy, sanitaria ed economica, ispirata al principio di precauzione. Per tutte le incertezze e per le cicatrici formatesi in questi mesi, le politiche fiscali e monetarie rimarranno ultraespansive per almeno un anno. In questa transizione continueranno a funzionare male le politiche tradizionale di risk parity ovvero di diversificazione tra governativi lunghi e azionario. Per molti anni tra le due classi c’è stata una correlazione inversa in questa fase di transizione l’azionario salirà e scenderà senza bilanciamento da parte dei bond e sarà quindi tutta all’interno dell’azionario. Quando le cose andranno bene continueranno a correre i ciclici e la old economy quando ci saranno intoppi si riprenderanno tecnologia e crescita.

Al link Kairos.com l’articolo completo di Alessandro Fugnoli.

 

Pramerica: Scenario Macroeconomico Novembre

Le elezioni americane e la sorpresa del vaccino hanno guidato i mercati. Biden è riuscito a vincere queste elezioni tanto attese, si tratta di una vittoria che apre uno scenario importante in prospettiva per gli scambi internazionali e che lascia un’eredità importante ovvero un ‘America spaccata, specchio di un mondo spaccato in divergenze sociali molto forti che polarizzano le aspettative. L’America ha fatto una scelta volta all’attenzione delle persone a reddito più basso, Biden non ha parlato solo di redistribuzione ma anche di ricerca di un maggiore equilibrio, di condivisione degli obiettivi, di calmierare le tensioni che Trump aveva utilizzato per riportare l’America ai fasti che meritava. Da un lato quindi un Biden che apre a una normalizzazione nei rapporti con l’esteri e quindi minori tensioni dall’altro un Biden che si troverà a gestire una situazione di polarizzazione ancora molto forte che richiederà un intervento fiscale. I mercati hanno festeggiato la vittoria o forse lo scampato pericolo di un Trump2 più che un Biden e hanno festeggiato sul vaccino che sembra essere credibile sia dal punto di vista delle società che dal punto di vista dei dati. Il vaccino è un game changer che cambia le cose ma non può cambiare la realtà dei fatti, l’economia mondiale è in un lento declino a causa delle divaricazioni sociali anche in Europa e quindi andranno fatte politiche redistributive. Il vaccino ci riporta a febbraio, i mercati azionari americani sono più alti di febbraio e le perdite in termini di utili sembrano essere scomparse con l’euforia legata alla grande liquidità che è il vero elemento driver dei mercati che ha sfruttato la vittoria di Biden e il vaccino per allocarsi sul mercato azionario senza fare troppa attenzione alle valutazioni.

Al link Pramericasgr.it il podcast completo di Fabrizio Fiorini Responsabile Investimenti e vice DG di Pramerica SGR.

 

Morgan Stanley: Un primo sguardo al 2021: troppa liquidità e pochi strumenti in cui investirla

Ci siamo lasciati alle spalle le elezioni e adesso dobbiamo iniziare a pensare ai mercati, ai flussi di investimento e alle strategie per il prossimo anno. Un tema molto importante è il concetto di inflazione dei titoli, non si tratta di una novità lo abbiamo osservato già in passato ma è probabile che nel 2021 segni un’accelerazione che potrebbe proseguire nel 2022 e quindi una tendenza di lungo termine. La recente crisi ha spinto banche centrali e autorità fiscali e monetarie a iniettare ingenti volumi di liquidità nei mercati per sostenere l’economia, ma questa liquidità rimane nel mercato. Morgan Stanley prevede per il 2021 una crescita del 6% per il PIL globale, il 2021 quindi dovrebbe rivelarsi un anno estremamente positivo. Le banche continueranno la politica espansiva in più ci saranno gli stimoli fiscali quindi la liquidità sui mercati sarà anche maggiore. La conseguenza è che emergeranno di conseguenza pressioni inflazionistiche perché non ci sono attivi sufficienti in cui investire anche considerando l’enorme offerta di titoli di stato e obbligazioni societarie. Ci aspettiamo una riallocazione che inizierà dagli strumenti liquidi. Ci troviamo di fronte a uno stimolo pro-ciclico unito a abbondante liquidità che verrà impiegata nei titoli obbligazionari, è possibile che i prodotti con spread (investment grade e high yield) scendano sui minimi di un anno fa. La volatilità sarà elevata, i mercati risentiranno di forti alti e bassi ma la tendenza di lungo periodo sarà determinata dall’eccesso di liquidità in circolazione e dagli insufficienti titoli in cui investirla, questo quadro creerà una condizioni molto favorevoli agli strumenti di investimento e sarà una situazione generalizzata per tutti i segmenti.

Al link Morganstanley.com  l’articolo completo di Jim Caron, gestore del team Global Fixed Income

 

Fidelity: Quali settori potrebbero vedere una compressione dei margini?

L'aumento della pressione sui costi e il calo del potere dei prezzi sono la ricetta per una compressione dei margini. Fidelity mostra quali aziende stanno lottando con la pressione inflazionistica ma anche con un potere di prezzo più debole e cosa potrebbe significare per i profitti aziendali il dibattito sulla reflazione contro la deflazione. L’indagine mensile degli analisti di Fidelity ha misurato le pressioni inflazionistiche che le aziende di 10 settori chiavi devono affrontare e le hanno confrontate con il modo in cui il loro potere di determinazione dei prezzi è stato influenzato dalle ricadute della pandemia post Covid 19.

I settori con un grande disallineamento, come quello finanziario e quello dei consumi discrezionali, potrebbero trovarsi in una situazione di compressione. Attualmente c’è un certo disaccordo tra gli operatori del mercato sul fatto che ci troviamo di fronte a un ambiente inflazionistico o deflazionistico e gli analisti suggeriscono che entrambi gli scenari sono in gioco. Le imprese di entrambi i settori hanno visto il loro potere di determinazione dei prezzi ridursi significativamente dall’inizio dell’anno. I tassi ultra-bassi hanno danneggiato molte società finanziarie mentre i blocchi hanno colpito più duramente il settore dei consumi discrezionali. Il settore tecnologico, sembra pronto a vedere aumentare il rafforzato dall’inizio della pandemia. Il potere dei prezzi è aumentato anche tra le aziende del settore sanitario e dei materiali.

Al link Fidelity.it l’articolo completo.

 

T.RowePrice: “Altri "Fallen Angel" colpiranno l'Europa?

I downgrade si sono ridotti, ma le attesa indicano una possibile ripresa del trend in crescita. Dopo il picco di 70 miliardi di euro di obbligazioni corporate che hanno perso lo status di investment grade in Europa, il ritmo di nascita dei nuovi "fallen angel" è notevolmente rallentato, ma i rischi rimangono. Tra gli emittenti ancora vulnerabili ci sono società del settore bancario, automobilistico e delle infrastrutture. Più di un terzo dell'universo dei rating EMEA di Standard & Poor's ha un outlook negativo. Nel mercato europeo high yield, i default sono stati inferiori a quelli degli Stati Uniti, in parte per ragioni strutturali. Per esempio, c'è una percentuale più elevata di debito con rating BB in Europa, mentre negli Stati Uniti prevalgono soprattutto titoli a B singola. Gli Stati Uniti hanno un settore high yield più ampio nel settore dell'oil & gas, che è stato penalizzato dal crollo del prezzo del petrolio. E da un punto di vista legale, negli USA è più facile dichiarare bancarotta, ai sensi del Chapter 7 e del Chapter 11, rispetto all'Europa. È probabile che i default continueranno ad aumentare nel 2021, in gran parte a seconda di come verrà gestito l'impatto del coronavirus. Il credito europeo non è sfuggito all'ondata globale dei "fallen angel" e ai default nel mercato high yield. La domanda ora, sia per gli investitori di bond di alta qualità sia per quelli focalizzati sugli high yield, è se abbiamo superato la fase più difficile. In linea generale, le attese sono per una ripresa del trend di downgrade.

Al link T.RowePrice.com l’articolo completo.

 

Pictet: Barometro: Fronteggiare la seconda ondata

Con la seconda ondata di COVID-19 che imperversa in Europa e negli Stati Uniti, alcuni attivi dei mercati emergenti e asiatici paiono più interessanti.

Asset allocation: l’incertezza sulle elezioni statunitensi e su nuovi lockdown richiede prudenza. Manteniamo una posizione neutrale sulle principali classi di attivi, tra le incertezze relative alle elezioni statunitensi, la seconda ondata della pandemia di COVID-19 ed eventuali ulteriori stimoli fiscali e monetari in arrivo.

Regioni e settori azionari: la seconda ondata di COVID mette in buona luce i titoli asiatici. Declassiamo l’Europa colpita dal COVID a neutrale e portiamo in sovrappeso il Giappone.

Reddito fisso e valute: la Cina sotto osservazione. Ci piacciono il debito dei Paesi emergenti in valuta locale, oltre ai Treasury USA e alle obbligazioni investment grade. Manteniamo anche il sovrappeso sull’oro e sul franco svizzero.

Al link Pictet.it l’articolo completo.

Da Alessia Vicario Financial Data Analyst presso Quantalys Italia.