Rassegna Stampa 22-26 giugno

Pubblicato il 29/06/2020 - Alessia Vicario
La Rassegna Stampa Quantalys: in un'unica pubblicazione le posizioni e le analisi delle varie SGR.

MORGAN STANLEY: 3Q 2020 migliore si ma buono abbastanza?

Il secondo trimestre dovrebbe essere il peggiore in termini di dati della crisi finanziaria e sanitaria che stiamo vivendo mentre il terzo dovrebbe cominciare a migliorare. Stiamo assistendo ad una riapertura delle economie ma il vero problema non è solo riaprire ma essere in grado di rimanere aperti. Risulta fondamentale osservare il tasso di ospedalizzazione. Si avrà un’idea dei dati del terzo trimestre solo a partire da inizio agosto. I dati del 3Q dovrebbero migliorare, abbiamo avuto un blocco completo nel 2Q quindi non è difficile per il 3Q riuscire a fare meglio ma “questo meglio, sarà abbastanza”? Quello che conta è il delta. In questo periodo in cui non ci sono catalizzatori per muoversi (nuovi dati o nuovi eventi sul mercato) i tassi di interesse sono ancora bassi di conseguenza gli spread creditizi cominceranno a ridursi e ciò determinerà una buona performance nell’obbligazionario. In molti mercati di qualità superiore questo restringimento degli spread si è già verificato (investment grade, titoli di stato) quindi cominceremo a vedere i “ritardatari” (mercati emergenti, high yield, cartolarizzazioni...). Con una bassa volatilità e il mercato dei tassi di interesse favorevole i settori di qualità inferiore potrebbero iniziare a guadagnare.

Al link Morganstanley.com l’articolo completo di Jim Caron gestore del Team Global Fixed Income di Morgan Stanley.

 

Anthilia SGR: "Piazza Affari e il rimbalzo delle piccole"

Tipicamente si pensa che le società a bassa capitalizzazione con un maggior potenziale di crescita siano soggette ad oscillazioni maggiori quando i mercati si agitano. Al contrario durante la recente crisi il FTSE Mib Small Cap ha sovraperformato rispetto all’indice principale sia nel periodo critico (febbraio- marzo) che nel successivo rimbalzo. Secondo Paolo Rizzo, partener di Anthilia Capital Partners, la maggiore resilienza delle PMI italiane è dovuta a due elementi: la natura delle aziende che compongono l’indice delle Small Cap ed il fatto che le società più piccole sono meno soggette a ingenti flussi di vendita.

Al link Antihilia.it l’articolo completo.

 

ALLIANCEBERNESTEIN: “Titoli di Stato europei: pronti per una nuova era?

Il Covid ha catapultato il mondo in una nuova era per le banche centrali che dovranno aiutare i governi a finanziare il crescente debito pubblico mantenendo vicino a zero i rendimenti obbligazionari.

Ottimismo sui mercati obbligazionari periferici dell’area euro. La complessa struttura dell’Unione Europea potrebbe creare degli ostacoli al coordinamento tra politica monetaria e politica fiscale. Quello che preoccupa maggiormente è la profonda avversione della Germania al finanziamento monetario che potrebbe impedire alla BCE di tenere sotto controllo i rendimenti obbligazionari. La sentenza della Corte Costituzionale tedesca è un esempio di questa preoccupazione. In una fase in cui era necessario un allentamento il rendimento medio ponderato delle obbligazioni dell’eurozona è aumentato notevolmente comportando un inasprimento delle condizioni finanziarie. Mettere in collegamento il rendimento obbligazionario medio ponderato con il target di inflazione potrebbe essere una mossa vincente per la BCE per giustificare gli acquisti delle obbligazioni, la volontà di tenere bassi i rendimenti delle obbligazioni e per controllare in maniera più esplicita la curva dei rendimenti dell’area euro. Con la compressione degli spread sovrani, le curve dei rendimenti dei titoli di stato europei si sono irripidite e offrono rendimenti più elevati rispetto agli altri mercati sviluppati e questo li rende interessanti per gli investitori globali. Il segmento più convincente è quello dei titoli di Stato decennali o con scadenze più brevi perché il potere dei principali strumenti della BCE (tasso negativo sui depositi e quantitative easing) svanisce sulle scadenze più lunghe.

Al link AllianceBernstein.com l’articolo completo.

 

ANIMA “ I mercati rinviano il reality check”

Coronavirus: i dati migliorano in Europa ma non nel resto del mondo. Siamo “fuori pericolo”? Non possiamo ancora dire di essere fuori pericolo. Questa prima ondata è stata lunga e distribuita geograficamente e si è spostata da est verso ovest.  

Quali altri temi influenzeranno i mercati nelle prossime settimane? I due temi che stiamo analizzando sono la STAGIONALITA’ (tendenzialmente l’estate è un periodo volatile con scarsi volumi ed in parte stiamo già vedendo una rarefazione dei volumi) e poi il tema delle ELEZIONI DEGLI STATI UNITI di novembre.

Che valutazioni esprimono oggi i mercati azionari? Oggi le valutazioni sui mercati azionari sono molto più alte rispetto all’inizio della crisi soprattutto dopo questo rimbalzo (i prezzi sono molto saliti e gli utili attesi molto scesi). I mercati paiono non preoccupati di questo aspetto di metriche perché si aspettano che gli utili si stabilizzino e comincino a ricrescere quindi ci sarà prima o poi un reality check.

Qual è l’attuale posizionamento dei fondi? I fondi da qualche settimana hanno un posizionamento un po' più prudente rispetto alla prima fase della risalita dei mercati. Sulla parte obbligazionaria pesa di più la parte investment grade sui titoli corporate rispetto a quella high yield mentre sulla parte azionaria i portafogli sono difensivi con un po' più di cassa e con un orientamento verso settori che non sono particolarmente colpiti dai temi della pandemia.

Al link Animasgr.it l’intervista completa a Filippo di Naro Direttore Investimenti di Anima SGR.

 

GAM: Curva pericolosa? 

I mercati azionari sono stati più reattivi nell’anticipare il recupero delle attività economiche ma non altrettanto gli obbligazionari. L’andamento futuro dell’attività economica viene letto attraverso indicatori anticipatori come il PMI che misura la crescita mese su mese (se superiore a 50 significa che la produzione e aumentata e viceversa). Il dato di giugno in Europa e negli Stati Uniti segnalato un netto miglioramento rispetto a maggio ma è ancora sotto il 50. Sul fronte azionario all’iniziale recupero dei settori meno penalizzati dalla pandemia ha fatto seguito una reazione dei comparti ciclici più esposti al blocco delle attività (auto, turismo). Lo stesso effetto non c’è stato nei mercati obbligazionari dove, in consonanza con il comparto azionario, ci si sarebbe dovuti attendere un marcato irripidimento della curva che in realtà è stato molto limitato. Le ragioni sono principalmente due: 1. il comportamento delle Banche Centrali (le politiche non convenzionali incidono non solo sulla parte breve della curva ma anche sulle scadenze medio lunghe). 2. Le attese di inflazione (pur avendo recuperato dai minimi rimangono al momento compresse dalle incertezze sulle tempistiche di recupero dei consumi). In prospettiva sembra necessario porre maggiore attenzione alle scelte di durata finanziaria del portafoglio obbligazionario, limitando la sensibilità rispetto a movimenti dei tassi.

Al link GAM.COM l’articolo completo del team Multi Asset di Gam Italia.

 

AMUNDI “Il provvidenziale intervento della FED”

Come spesso accaduto negli ultimi mesi i mercati sono ancora stati mossi dal continuo braccio di ferro tra gli stimoli proposti dalle autorità fiscali e monetarie da un lato e la recessione in cui sono intrappolate le economie dall’altro. Il quadro rimane incerto. Il provvidenziale intervento della FED ha riportato, ancora una volta, la calma sui mercati finanziari reduci da una brutta caduta messa a segno la scorsa settimana a causa del riemergere del contagio a Pechino e in alcuni stati americani. La FED ha annunciato l’immediato avvio del programma da 250 miliardi di dollari riaffermando la ferma volontà di continuare a sostenere l’economia e i mercati. Trump ha annunciato un programma da 1000 miliardi di dollari in infrastrutture, a cui sta lavorando il dipartimento dei trasporti. Positivi anche i dati macroeconomici superiori alle aspettative sia negli Stati Uniti che in Germania. In Europa il consiglio dei ministri ha discusso l’ambizioso programma da 750 miliardi di euro della Commissione Europea: non c’è stato alcun progresso ma i negoziati proseguono.

Nasdaq e Eurostoxx50 +3,7%, FTSE Mib +3,9%, MSCI Global +2,1% e MSCI Emerging Markets +1,5%. Petrolio in rialzo (WTI +9,6% Brent +8,9%).

Al link Amundi.it il podcast completo di Stefano Castoldi.

 

T.ROWE PRICE “Asset allocation globale”

Un aumento di misura inaspettata: il rapido rimbalzo dei mercati globali (dai minimi di marzo sono cresciuti del 40%) ha un sapore di ritorno alla “normalità” ma la realtà economica sarà più cupa (imprese in difficoltà e disoccupazione). Al centro del disallineamento tra dati economici e valutazioni azionarie ci sono i titoli Growth sui quali molti investitori continuano a scommettere.

Tregua difficile? I mercati hanno chiuso il 2019 sperando nella tregua tra Cina e Stati Uniti ma le recenti tensioni potrebbero favorire un ritorno della volatilità sui mercati con le tensioni che i mercati credevano ormai superate con il raggiungimento dell’accordo commerciale.

Il salvagente coronabond? il programma fiscale dell’UE (con la resistenza dei “Frugal Four”) è un pacchetto di stimoli fiscali senza precedenti (750 miliardi: 550 in prestiti e 250 a fondo perduto) tramite l’emissione di obbligazioni paneuropee. Il programma rappresenta un passo importante verso la condivisione del debito e dei legami fiscali tra i membri dell’UE ma sarà sufficiente a sollevare la regione della recessione?

Al link T.rowrprice.com l’articolo completo.

 

SCHRODERS “La ripresa sarà a U e non a V”

Schroders rivede al ribasso le principali stime: sulla crescita globale prevede un calo del 5,4% (rispetto al precedente -2,9%), sull’inflazione globale nel 2020 passa da 1,9% a 1,5% e su quella nel 2021 da 2,1% a 1,8%. Nel terzo trimestre con l’allentamento del lockdown dovremmo vedere un rimbalzo dell’attività anche se a livelli inferiori rispetto a quelli previsti precedentemente. L’economia non riuscirà a recuperare quanto perso nella prima metà dell’anno. I quattro motivi che spiegano il ribasso delle stime e quindi l’idea di una ripresa più debole sono: la difficoltà nella rimozione delle misure di lockdown (il timore di una seconda ondata), la cautela da parte dei consumatori (ci sarà molta più cautela e in alcune aree le abitudini non torneranno ai livelli precedenti come nel settore viaggi e intrattenimento), il ritiro delle misure di supporto (il minor supporto alle aziende implica maggiore incertezza e l’aumento della reticenza alla spesa) e infine il calo degli investimenti delle imprese (dopo il brusco aumento dei livelli di debito ci si attende un periodo di de-leveraging nell’inizio del 2021 e le aziende saranno orientate alla riduzione del debito rispetto alla spesa in nuove strumentazioni o in dividendi). Questi 4 motivi spiegano perché torneremo sui livelli pre-Covid entro la fine del 2021, rendendo le previsioni più a "U" che a "V".

Al link Schroders.com l’articolo completo di Keith Wade Chief Economist and Strategist di Schroders.

 

CREDIT SUISSE: “Le soluzioni basate su indici sono state privilegiate dagli investitori nella crisi del Coronavirus”

Anche durante la crisi del Coronavirus la tendenza di lungo periodo che vede gli investitori passare dalle strategie a gestione attiva ai prodotti che replicano indici non si è assolutamente fermata. Nel mese di marzo in Europa si è assistito a un deflusso molto significativo di fondi comuni, per un totale di 246 miliardi di euro, ma di questi soltanto 24 miliardi provenivano da fondi indicizzati ed Exchange Traded Funds (ETF). Nei precedenti mercati ribassisti la tendenza degli investitori è stata di affidarsi ai gestori attivi, per dotarsi di una qualche protezione dai ribassi. Tuttavia, di fronte alle turbolenze causate dal coronavirus, la garanzia di evitare eventuali marcate sottoperformance del mercato, offerta dalle soluzioni che replicano gli indici, si è rivelata indubbiamente allettante. Di per sé le soluzioni indicizzate eliminano praticamente del tutto il rischio idiosincratico e gli investitori hanno la garanzia di non dover temere spiacevoli sorprese da parte di manager che sostanzialmente sottoperformano il benchmark. In generale le soluzioni indicizzate conseguono performance superiori alla media su basi regolari, in quanto danno un’esposizione completa alla classe di attivi piuttosto che a un campione selezionato e, riducendo al minimo l’attività di turnover, offrono soluzioni a basso costo.

 

Al link Creditsuisse.com l’intervista completa a Valerio Schmitz-Esser, Head of Index Solutions.

Da Alessia Vicario - Analyst presso Quantalys Italia.