Rassegna Stampa - 13/17 luglio

Pubblicato il 17/07/2020 - Alessia Vicario
La Rassegna Stampa Quantalys: in un'unica pubblicazione le posizioni e le analisi delle varie SGR

 

AMUNDI: “Reddito fisso USD, calo del costo di copertura”

Il reddito fisso statunitense può essere una preziosa fonte di diversificazione per gli investitori europei, ma in passato il costo di copertura dell'esposizione al dollaro statunitense era elevato, neutralizzando questo vantaggio. La situazione è cambiata e il costo della copertura per gli investitori in euro è molto inferiore rispetto al recente passato e tale costo resterà basso. Di conseguenza, il mercato statunitense può rappresentare un'opportunità d'investimento interessante per gli investitori in euro per integrare la componente investita in obbligazioni interne con le obbligazioni statunitensi.

Al link Amundi.it l’articolo completo.

 

DNCA “Oro e azioni: la fine di un paradigma?”

La caratteristica della relazione tra l’oro e gli attivi rischiosi è quella di essere inversamente correlati ma in realtà entrambi sono in crescita da diverse settimane. I tassi reali negativi sono al centro di questo cambiamento di paradigma (le banche centrali di Europa, Giappone e Stati Uniti hanno ancorato i tassi sotto il livello di inflazione) favoriscono l’oro. Sia nella sfera pubblica che in quella privata l’indebitamento è esponenziale e a livelli record. In questa situazione di indebitamento unito all’abbondante liquidità e alle incertezze circa il loro effetto a termine sull’inflazione e sul valore della moneta, l’oro diventa l’attivo di riserva internazionale e prospera anche se i segnali di ripresa sostengono le azioni.

Al link DNCA.com l’articolo completo di Thomas Planell.

 

EURIZON: "Mercati stabili ma la settimana è ricca"

La scorsa settimana (6-10 luglio) è stata una settimana positiva per i mercati in particolare per le attività di rischio. Le borse sono tornate vicino ai massimi di periodo senza fare però nuovi massimi; i tassi di Stati Uniti e Germania sono completamente fermi sui minimi e non danno segnali né in un verso né nell’altro; spread poco mossi in attese di news sul recovery fund in Europa. I temi sui mercati: il contagio che continua a espandersi nei paesi emergenti e negli stati uniti del sud ma che gli investitori tollerano proprio perché sta colpendo paesi in cui non sono state prese nuove misure restrittive, dall’altro lato i dati macro sorprendono positivamente (indici di fiducia delle imprese in Usa sono tornati sopra 50 su livelli di espansione, anche in Europa gli indicatori stanno salendo verso i livelli di espansione).  I tre eventi della settimana: tra venerdì e sabato il consiglio europeo discuterà il recovery fund (non è detto che ci sarà una decisione definitiva probabilmente ci sarà ad agosto), giovedì 16 luglio saranno comunicati i dati del Pil della Cina del 2 trimestre ed infine l’inizio della reporting season con la comunicazione degli utili aziendali da parte delle imprese americane che entrerà nel vivo nelle prossime settimane.

Al link Eurizoncapital.it l’analisi di Andrea Conti, Responsabile Macro Research di Eurizon.

 

MORGAN STANLEY: “Tutto fumo e niente arrosto”

Gli ultimi dati pubblicati sono stati davvero ottimi. I mercati hanno reagito in particolare nelle ultime settimane i mercati azionari, high yield e gli spread del credito investment grade hanno registrato un notevole miglioramento grazie ai positivi dati economici e ai dati occupazionali con i posti di lavoro in aumento (il 33% delle perdite occupazionali da inizio marzo è stato già riassorbito). Da questo momento in avanti i dati saranno ben poco lineari, non ci sarà nessuna ripresa netta, forte, di grande portata e nessuna ripresa a “V” come avvenuto nel secondo trimestre.

Le aree più in salute del mercato: in un’ottica macroeconomica segnali forti e incoraggianti vengono dal settore manifatturiero (indici ISM e PMI sono tutti in miglioramento non solo negli USA ma anche in Europa, in Asia e a livello globale). Anche il mercato statunitense degli immobili residenziali così come la spesa per la salute e la tecnologia continua ad essere forte. Questo porta ad un aumento della produttività, linfa vitale del PIL che di conseguenza favorisce gli utili riducendo le insolvenze nei mercati obbligazionari e contribuendo a dare slancio al mercato obbligazionario in generale. Le basi dell’economia sono ancora robuste per il lungo termine. Ma nel breve termine non tutto filerà liscio, ci saranno degli ostacoli da superare, una certa discontinuità e qualche momento di turbolenza. Dovremo appurare se i mercati sapranno guardare oltre o se si lasceranno influenzare, amplificando le ripercussioni.

Al link MorganStanley.com l’articolo completo di Jim Caron gestore del team Global FIxed Income.

 

ALLIANZ GLOBAL INVESTORS : “Una ripresa sostenibile?”

Secondo Allianz Global Investors la ripresa sarà a forma di “radice quadrata rovesciata”: un forte rialzo iniziale sostenuto dalle politiche monetarie e fiscali, seguito da una crescita essenzialmente stabile e caratterizzata da un forte rischio di ribasso, in questo scenario, l’attività economica nel suo insieme tornerebbe ai livelli pre-crisi solo verso fine 2021. Il trimestre appena concluso si sia rivelato uno dei migliori in diversi decenni per la maggior parte delle asset class: le azioni USA (misurate dall’S&P 500) sono avanzate di quasi il 19% conseguendo la miglior performance trimestrale dalla fine del 1998, gli afflussi netti nei fondi del mercato monetario hanno sfiorato i USD 400 mld nel solo secondo trimestre. Il sentiment degli investitori USA è ancora pessimista. In tale quadro, gli investitori si focalizzeranno sulla pubblicazione dei risultati aziendali per valutare la sostenibilità della ripresa (la stagione degli utili come cartina di tornasole).

Al link AllianzGI.com l’articolo completo di Stefan Scheurer

 

CANDRIAM: “Regno Unito: Bisogna essere in due per ballare il tango!”

Ad aprile 2020, il PIL britannico era del 25% al di sotto del livello di inizio anno: uno shock grave, ma simile a quello registrato in altri paesi europei. Tuttavia, nel Regno Unito la ripresa sembra essere molto più graduale che in Francia o in Germania. 1. Vi è stato un ritardo nella ripresa (in Gran Bretagna le misure di contenimento sono state allentate solo all'inizio di giugno e, all'inizio di luglio, non erano ancora state eliminate tutte le restrizioni), 2. le società rimangono caute sul percorso di crescita: non prevedono un ritorno alla normalità né per quanto riguarda le vendite, né per l'occupazione, né per gli investimenti prima del 2021. La domanda rimane depressa e l'incertezza generata dalla Brexit pesa sul clima degli affari, la ripresa dovrebbe quindi mantenersi molto graduale. 3. L’esito dei negoziati sulla Brexit avrà un ruolo fondamentale nell'evoluzione dell'economia britannica nel 2021. Alla fine di giugno, il governo ha dichiarato che non avrebbe richiesto una proroga del periodo di transizione oltre il 31 dicembre 2020, le trattative sono ancora in fase di stallo su diverse questioni chiave: il ruolo della Corte di giustizia europea, la garanzia di parità di condizioni tra concorrenti e la pesca nelle acque del Regno Unito. Se entrambe le parti si rifiuteranno di scendere a compromessi, la Gran Bretagna lascerà l'Unione Europea senza un accordo, e in tal caso si ritornerebbe alle regole e alle tariffe stabilite dall'OMC. Questo provocherebbe un secondo shock che andrebbe ad aggiungersi alla già grave crisi sanitaria. Sarebbe quindi illusorio sperare che il Regno Unito possa tornare al livello di attività precedente alla crisi sanitaria già nel 2021.

Al link Candriam.it l’articolo completo.

 

BLACKROCK: “Azioni europee, obbligazioni indicizzate e qualità negli investimenti sostenibili”

Lo shock causato dal coronavirus accelera i trend strutturali della disuguaglianza, della globalizzazione, delle politiche macroeconomiche e della sostenibilità, ridisegnando il panorama degli investimenti. In questo contesto secondo Blackrock è fondamentale aumentare la resilienza di portafoglio e considerare sia elementi strategici che tattici nelle decisioni di asset allocation. Nella guida di metà anno Blackrock aggiorna i principali temi di mercato analizzando la cauta ripresa e le risposte dei policy maker senza precedenti che l'hanno resa possibile: 1. Ripresa dell’attività: le economie stanno ripartendo lentamente, ma con ritmi diversi, Blackrock privilegia le azioni europee, maggiormente esposte a un upside ciclico; 2. Risposte senza precedenti: in un contesto di coordinamento politico senza precedenti sul fronte monetario e fiscale, il credito risulta interessante sull'intero spettro, Blackrock predilige le obbligazioni indicizzate come hedge strategico a lungo termine; 3. Resilienza concreta: i potenti cambiamenti strutturali stanno modificando la natura della diversificazione di portafoglio, evidenziando il crescente ruolo degli investimenti sostenibili, dal punto di vista tattico, Blackrock privilegia il fattore qualità.

Al link Blackrock.com l’aggiornamento completo.

 

ALLIANCEBERNSTEIN “Concentrazione record di titoli USA: più rischi per gli investitori”

I titoli growth USA hanno trainato il rimbalzo registrato durante il secondo trimestre, alimentato in particolare dai cinque titoli principali nei settori della tecnologia e dei nuovi media, che costituiscono ora oltre un terzo dell’indice Russell 1000 Growth (R1000G). Per gli investitori si pone quindi un tema di elevata concentrazione del benchmark. Alla fine di giugno, Microsoft, Apple, Amazon, Alphabet Inc. (Google) e Facebook rappresentavano quasi il 37% dell’R1000G: si tratta, in assoluto, della concentrazione più elevata mai registrata da questo indice. Il cambiamento delle realtà ai vertici del settore è però frequente. Quelli che un tempo erano considerati i giganti del tech, non hanno continuato a dominare i mercati in eterno, anzi. In passato, tra le principali società growth, si annoveravano i leader dei settori energetico, sanitario, industriale e dei beni di consumo di base. Alcune di esse sono col tempo scivolate molto in basso nei ranking di crescita, mentre altre sono completamente scomparse dall’indice. Oggi a dominare il mercato sono le società operanti nei settori tecnologico, delle comunicazioni e dell’e-commerce, per cui il margine di leadership risulta assai ristretto. Il loro dominio ha altresì comportato una concentrazione record di titoli USA nell’indice MSCI World, ora pari a quasi il 66% del totale, un valore più che raddoppiato rispetto a trent’anni fa. Queste società non rappresentano un investimento sbagliato dal momento che ognuna di esse è caratterizzata da solidi driver di business e da un potenziale di crescita elevato. Secondo Alliance Bernestein è imprudente dare per scontato che tutte e cinque continueranno a trainare il mercato per sempre, soprattutto se si considera che la loro posizione dominante è minacciata dall’intensificarsi della pressione normativa. Sia negli USA che in Europa sono infatti in corso indagini antitrust, mentre le nuove acquisizioni sono soggette a crescenti controlli.

Al link AllianceBernstein.com l’articolo completo di James T. Tierney, Jr è Chief Investment Officer of Concentrated US Growth presso AllianceBernstein (AB).

 

GAM: “Ogni maledetto trimestre”

La nuova stagione degli utili che si apre in questi giorni trova di certo pochi riferimenti nel passato. Il drammatico strappo a vita e consuetudini di ognuno di noi ha naturalmente avuto riflessi brutali anche sui conti aziendali e, in un certo senso, le prossime pubblicazioni serviranno proprio a toccarne con mano gli effetti concreti. Il 30% delle società dell’indice S&P500 ha abbandonato la precedente “guidance”, ovvero l’indicazione sullo stato del business e sulle sue prospettive, a seguito dell’evento Covid questo oltre a creare un notevole vuoto informativo fa sì che la media delle stime sia meno significativa e ci sia maggiore spazio per sorprese, in positivo o negativo, e quindi probabilmente volatilità. La pandemia ha colpito i comparti dell’economia in maniera eterogenea, dai pochi o nulli effetti su tecnologia e health care, a quelli senza quasi precedenti di industriali, viaggi e altri consumi discrezionali. Il 14 luglio la pubblicazione di grandi banche come JP Morgan, Citigroup e Wells Fargo danno qualche indicazione più generale per il settore: le banche d’investimento sono meglio attrezzate in questo momento rispetto a quelle commerciali. Questo trimestre sarà il peggiore da dieci anni a questa parte l’impetuoso rally dei mercati da marzo in poi poggia sull’assunto di un recupero rapido della redditività precedente. Fra primo e secondo trimestre la perdita di utili stimata è del 30%, ma nel terzo e nel quarto i mercati prevedono rispettivamente un +36% e un +15%. Prescindendo dai rischi geopolitici, sempre presenti sullo sfondo, molta della partita del secondo semestre per i mercati si giocherà su questo tavolo.

Al link GAM.com l’articolo completo del team Multi Asset di Gam Italia.  

 

T.ROWE PRICE “Sei rischi per la ripresa post coronavirus”

Una volta che l'impennata economica iniziale post-lockdown si sarà attenuata, l'economia globale dovrà affrontare sei rischi chiave per una ripresa di lungo periodo. Storicamente, a seguito di una recessione, bisogna aspettare in media sei trimestri prima che il prodotto interno lordo (PIL) torni ai livelli pre-recessione. Le dimensioni dello shock economico e le circostanze uniche dell'attuale recessione suggeriscono che questa volta ci vorrà un po' più di tempo.

  1. 1.Una seconda ondata di coronavirus
  2. L'aumento delle tensioni USA-Cina
  3. Un incremento di default tra le società non finanziarie americane
  4. Il consolidamento fiscale nei mercati sviluppati
  5. Una crisi fiscale nei mercati emergenti
  6. Una ripresa del populismo che porterà a un'altra crisi del debito dell'Eurozona

Al link T.roweprice.com l’articolo completo.

 

Da Alessia Vicario Financial Data Analyst presso Quantalys Italia.