Come parlare con i clienti di bitcoin
Pubblicato il 28/02/2025 - Capital International Management Company SARLAZIONI STATUNITENSI
Il timore di perdere un’occasione è un grande stimolo a investire. È particolarmente difficile ignorare un asset che ha guadagnato più del 900% negli ultimi cinque anni.
Il bitcoin e altre criptovalute hanno catturato l’immaginazione degli investitori, diventando un’asset class più accettata e influente. Certo, alcuni critici continuano a sostenere che la “mania delle criptovalute” sia una moda passeggera, ma il loro numero diminuisce sempre più, soprattutto quando si tratta della criptovaluta originale, più grande e influente, ossia il bitcoin
“Per molto tempo il bitcoin ha suscitato scetticismo“, afferma Carl Kawaja, gestore di portafoglio di Capital Group. “Ci sono oppositori che sollevano molte domande al riguardo. Il dibattito va avanti da anni. Ma per quanto mi riguarda, quel dibattito è finito.”
L’ascesa del bitcoin
Fonti: Capital Group, Google Trends. Dati all'20 febbraio 2025. I dati sul volume delle ricerche rappresentano il volume di ricerca su Google rispetto al punto più alto osservato nel periodo di tempo specificato. Un valore di 100 è il picco di popolarità per un termine. Un valore di 50 significa che il termine ha una popolarità pari alla metà rispetto al picco. I prezzi del bitcoin sono mostrati su una scala logaritmica ed espressi in dollari USA.
Un track record notevole
Sebbene sia importante sottolineare che i risultati passati non garantiscono rendimenti futuri, la rapida ascesa del bitcoin negli ultimi anni lo ha reso uno degli argomenti più popolari e che fanno più notizia nei mercati finanziari globali.
“Il bitcoin è stato l’asset class a registrare le migliori performance negli ultimi cinque, dieci e quindici anni”, osserva il gestore di portafoglio di Capital Group Mark Casey. “A mio avviso, nessun altro progetto di criptovaluta ha un potenziale neanche lontanamente paragonabile a quello del bitcoin.”
Questo perché il design unico del bitcoin risolve tre problemi, secondo Casey: 1.) L’architettura peer-to-peer del bitcoin implica la mancanza di intermediari terzi che possano censurare, annullare o bloccare in altro modo le transazioni in bitcoin. 2.) La crittografia di livello militare fa sì che i bitcoin correttamente conservati non possano essere sequestrati o confiscati. 3.) A differenza delle materie prime, come l’oro e l’argento, e delle valute legali stampate dal governo, il bitcoin ha un limite di offerta fisso e inalterabile, quindi non è soggetto alla tradizionale inflazione monetaria.
“Ovviamente, questo tipo di asset risulta interessante per chiunque viva sotto un regime autoritario, come il 40% della popolazione mondiale, o per chi sia semplicemente scettico nei confronti delle valute legali controllate dal governo“, afferma Casey. “Il bitcoin è la prima proprietà che una persona possa ottenere da sola senza far ricorso alle forze dell’ordine.”
Cos’è il bitcoin?
Il bitcoin è di gran lunga la versione più popolare all’interno di un’asset class progettata per creare una valuta digitale attraverso la crittografia avanzata. Tra le altre figurano l’ethereum, il tether e il ripple. A differenza delle valute tradizionali, il bitcoin funziona senza un’autorità o banca centrale e non è garantito da alcun governo.
Il bitcoin vede la luce nel 2008, quando un programmatore anonimo operante sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto pubblicò un white paper che illustrava la tecnologia necessaria ad abilitare la criptovaluta. Il documento descriveva soprattutto il processo di "mining" per creare nuovi bitcoin. Il mining di bitcoin avviene utilizzando algoritmi informatici che risolvono una serie di calcoli. Questi calcoli, dispendiosi in termini di tempo, verificano i bitcoin e ne consentono la creazione di nuovi. Possono essere ottenuti tramite mining solo 21 milioni di bitcoin e diventano più dispendiosi in termini di tempo man mano che aumentano di numero.
Oggi esistono più di 25.000 altre criptovalute generalmente basate su questo concetto. Inoltre, esistono società quotate in borsa che operano principalmente nel settore delle criptovalute, sia come acquirenti e trader che come società di mining digitale. Tra queste figurano Strategy (ex MicroStrategy), Galaxy Digital, MARA Holdings e Riot Platforms.
Forte volatilità
Il mercato delle criptovalute può essere riassunto in due parole: estrema volatilità. Le varie criptovalute possono subire forti oscillazioni sulla base di notizie reali o semplicemente di voci incontrollate. Il bitcoin è quello che fa più notizia, soprattutto perché ha la più grande capitalizzazione di mercato (circa 1.900 miliardi di dollari).
"I bitcoin tendono ad attirare molta attenzione ogni volta che sono interessati da un’impennata di valore", spiega Alan Wilson, gestore di portafoglio in Capital Group. "Ma si tenga presente che a un certo punto le cose potrebbero andare nella direzione opposta. Chiunque voglia speculare deve essere preparato a una volatilità estrema in entrambe le direzioni."
L’ultimo aumento del prezzo del bitcoin è avvenuto dopo le elezioni USA di novembre. Per la prima volta nella sua storia relativamente breve, il prezzo è salito alle stelle superando i 100.000 dollari per bitcoin, grazie alle speranze degli investitori che l’amministrazione Trump avrebbe adottato un approccio favorevole alle imprese nel settore delle criptovalute. Il prezzo è poi sceso fino a circa 87.000 dollari il 25 febbraio 2025.
Come rispondere alle domande dei clienti
Tralasciando le nozioni di base del bitcoin, quali sono i temi principali da considerare quando si discute di criptovalute con i clienti? Diversi professionisti di Capital Group che hanno studiato il settore delle criptovalute offrono quattro punti di vista:
1. Comprendere i rischi
Il bitcoin e altre criptovalute comportano rischi notevoli e ben documentati. Come per qualsiasi investimento, è importante effettuare ricerche approfondite e spiegare i pro e i contro prima di procedere.
Uno dei maggiori rischi potenziali riguarda le misure repressive imposte dai governi al settore. Alcuni governi potrebbero considerare le criptovalute una minaccia per la propria valuta. Ad esempio, in una serie di azioni dal 2013 al 2021, la Cina ha impedito alle banche di elaborare transazioni con criptovalute, ha messo fuori legge gli exchange di criptovalute e ha emesso un divieto totale sul trading e sul mining di criptovalute.
In varie occasioni, il governo degli Stati Uniti ha esplorato una maggiore regolamentazione delle criptovalute, in particolare dopo il crollo nel 2022 dell’exchange di criptovalute FTX. In uno dei più grandi scandali del settore, il fondatore di FTX, Sam Bankman-Fried, è stato condannato per frode e a 25 anni di carcere per aver rubato gli asset dei clienti. Lo scandalo FTX ha suscitato richieste di linee guida più severe. Tuttavia, da quando è entrato in carica a gennaio, il Presidente Trump è stato visto come “favorevole alle criptovalute” e poco propenso a perseguire ulteriori regolamenti attraverso la SEC o altre agenzie federali.
“Anche se non è certo impossibile metterla in crisi, la comunità globale del bitcoin ha dimostrato resilienza e innovazione nel rispondere alle sfide normative e tecnologiche nel tempo”, afferma Bobby Esnard, economista di Capital Group.
Oltre alla regolamentazione governativa, altri rischi includono il furto totale di cripto-asset attraverso l’hacking o altri mezzi fraudolenti. I cripto-asset possono anche essere semplicemente persi se un investitore rimuove i propri asset da un exchange e poi non riesce a ricordare la complessa password necessaria per accedervi.
2. Il bitcoin potrebbe non fornire una copertura contro le azioni
Un’idea diffusa tra i sostenitori del bitcoin è che esso fornirebbe una protezione nei periodi di ribasso dei mercati azionari. Anche se in passato è stato così, non è risultato abbastanza coerente o affidabile da poter individuare una forte correlazione a lungo termine.
Ad esempio, il bitcoin non ha agito da copertura efficace durante il mercato ribassista legato al COVID nel 2020, e si è mosso molto in linea con i forti cali delle azioni nel 2022.
“Rimane una questione aperta se il bitcoin possa fungere da copertura”, afferma Jens Sondergaard, analista di valute di Capital Group. "Gli investitori non dovrebbero fare troppe ipotesi sul suo comportamento in contesti di mercato diversi."
Il bitcoin mostra una relazione incoerente con i mercati azionari statunitensi
Fonti: Capital Group, Standard & Poor’s. Al 20 febbraio 2025. I dati rappresentano la correlazione su una finestra mobile di sei mesi, utilizzando i rendimenti giornalieri.
3. Consideralo un’esperienza di apprendimento
Dati i rischi sopra indicati, i clienti interessati al bitcoin potrebbero allocare una percentuale relativamente ridotta del loro portafoglio, magari inferiore al 10%, afferma Barbara Burtin, gestore di portafoglio di Capital Group.
Possedere una piccola quantità di criptovaluta potrebbe essere utile come esercizio formativo, secondo Burtin. Avere un interesse diretto è un modo per incoraggiare i clienti ad approfondire il crescente mercato delle criptovalute. Consente inoltre di valutare la loro reale tolleranza al rischio e osservare le reazioni ad alti livelli di volatilità. Questa incursione nella psicologia del cliente potrebbe rivelarsi utile nella progettazione di un piano più ampio di allocazione degli asset.
“Se avete un cliente che desidera effettivamente acquistare bitcoin, dirgli semplicemente di non farlo è un disservizio”, afferma Burtin. “Possedere una piccola quantità può essere un’esperienza di apprendimento, per voi e per il cliente, oltre ai potenziali guadagni.”
Negli ultimi quattro anni, il lancio di diversi exchange traded fund (ETF) legati al bitcoin ha reso più facile che mai ottenere esposizione all’asset class, osserva Burtin, rendendo al contempo il bitcoin un concetto molto più accettato nel settore dei servizi finanziari.
4. Considerare il bitcoin come un investimento a lungo termine
Anche se può sembrare prudente per i consulenti scoraggiare i clienti dall’acquistare bitcoin o altre criptovalute, ci sono validi motivi per esplorare le opzioni a disposizione. Oltre a fornire preziose informazioni sulla psicologia degli investitori, offre l’opportunità di riportare l’attenzione dei clienti sull’importanza degli investimenti a lungo termine.
Molto è stato scritto sui rapidi profitti ottenuti dal trading di bitcoin in periodi di tempo relativamente brevi, ma questi profitti sono inferiori a quelli degli investitori che hanno seguito una strategia di acquisto e mantenimento sul lungo termine, sottolinea Burtin.
“Preferisco considerarlo un investimento a lungo termine, piuttosto che un’opportunità di trading a breve termine“, afferma Burtin. Il bitcoin sarà volatile. Quindi, adottare un approccio a lungo termine può aiutare i clienti a superare tale volatilità, proprio come si farebbe con gli investimenti azionari.
“Il comportamento è estremamente importante negli investimenti”, aggiunge Burtin. “Non è solo un esperimento in criptovalute. È un esperimento sociale."
Per maggiori informazioni consulta il sito di Capital Group.
Carl Kawaja è gestore di portafogli azionari con 37 anni di esperienza nel campo degli investimenti (al 31/12/2024). È presidente di Capital Research and Management Company. Ha conseguito un MBA alla Columbia e una laurea alla Brown University.
Mark Casey è gestore di portafoglio azionario con 24 anni di esperienza nel campo degli investimenti (al 31/12/2024). Ha conseguito un MBA ad Harvard e una laurea a Yale.
Barbara Burtin è gestore di portafogli azionari e direttore della ricerca con 16 anni di esperienza nel campo degli investimenti (al 31/12/2024). Ha conseguito un MBA con lode presso la Wharton School della University of Pennsylvania e una laurea specialistica in finanza presso HEC Paris.
