Decodificare i dazi: qual è l'impatto economico?

Pubblicato il 10/03/2025 - Capital International Management Company SARL

SETTORE COMMERCIALE

Una nuova tornata di dazi contro Canada, Messico e Cina ha scosso i mercati finanziari negli ultimi giorni

Gli investitori stanno valutando le implicazioni della crescente incertezza politica e l'impatto sull'economia globale.

Valutare il potenziale danno all'attività economica è difficile, dati i rapidi cambiamenti nelle notizie. Tra questi figurano dazi annunciati e annullati, una tregua di un mese per l'industria automobilistica, una pausa su alcuni dazi contro il Messico e la probabilità che alcune barriere commerciali di recente istituzione siano un meccanismo di negoziazione per raggiungere altri obiettivi politici dell'amministrazione Trump. Tutte queste notizie protrebbero essere smentite domani, e probabilmente sarà così.

Il nostro team Capital Strategy Research sta monitorando gli eventi, analizzando vari scenari relativi ai dazi, ossia quali verranno applicati alla fine e come potrebbero cambiare la nostra visione d'insieme sui mercati e sull'economia. Siamo, però, anche consapevoli del fatto che, come ha osservato uno dei nostri colleghi, a volte bisogna “lasciar perdere i modelli”. I modelli standard per l'analisi dell'economia globale si basano su 40 anni di dati che coprono un periodo in cui la direzione di marcia era uniformemente verso una maggiore integrazione transfrontaliera, non il contrario. Se a questo si aggiunge l'elevata incertezza, ci si ritrova in una situazione in cui i risultati dei modelli devono essere considerati con cautela.

Per questo utilizziamo questa rappresentazione a quattro quadranti, unitamente a un'ampia pianificazione degli scenari, al fine di considerare una serie di potenziali risultati per l'economia, i mercati e le società.

Per gli investitori è importante capire se siamo all'inizio di un nuovo cambiamento strutturale nell'ordine geopolitico mondiale o se stiamo assistendo a una continuazione delle tendenze che si sono sviluppate nell'ultimo decennio, ma probabilmente si stanno verificando entrambe le situazioni. La vittoria elettorale di Trump rappresenta un cambiamento strutturale nel modo in cui gli Stati Uniti affrontano il loro ruolo di leadership nel mondo, ma è anche un'estensione delle forze in atto negli Stati Uniti da vari anni e che probabilmente continueranno, a nostro avviso. Questo messaggio è stato trasmesso con maggiore forza negli ultimi giorni, il che spiega gran parte della volatilità del mercato osservata tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo.

Alla luce di questo contesto analizziamo l'evoluzione della questione dei dazi in quattro modi:

Un grafico a quattro quadranti descrive le motivazioni e le implicazioni dei recenti dazi annunciati dal governo statunitense. Il quadrante in alto a sinistra è intitolato Disaccoppiamento: spostare le catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da determinati Paesi. Si prevede che questo scenario avrà un impatto elevato e persistente. Il Paese/regione potenzialmente interessato è la Cina. Tra i settori potenzialmente interessati figurano tecnologia, energia, materiali industriali, farmaceutica, biotecnologia e aeronautica. Il quadrante in alto a destra è intitolato Ribilanciamento: ridurre i deficit commerciali e incrementare la produzione interna. Si prevede che questo scenario avrà un impatto medio, persistente, misto. I Paesi/regioni potenzilamente interessati includono Cina, UE, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, India, Messico, Canada e Brasile. Tra i settori potenzialmente interessati figurano auto, acciaio, alluminio, agricoltura, alimenti, prodotti chimici, elettronica di consumo, farmaceutica, beni di lusso, difesa, energia e petrolio. Il quadrante in basso a sinistra è intitotlato Negoziazione: creare una leva attraverso la pressione economica per ottenere risultati politici. Si prevede che questo scenario avrà un impatto basso e temporaneo. I Paesi/regioni potenzilamente interessati includono Cina, Messico, Canada, UE, Giappone e America Latina. Tra i settori potenzialmente interessati figurano auto, acciaio, agricoltura, elettronica di consumo, macchinari edili, minerali, difesa, energia, apparecchiature a semiconduttori. Il quadrante in basso a destra è intittolato Finanziamento: generare entrate per finanziare le priorità di bilancio nazionali. Si prevede che questo scenario avrà un impatto elevato e persistente e potrebbe portare a un dazio universale applicato su larga scala. Tra i settori potenzialmente interessati figurano beni di consumo, auto e industriali nonché effetti sui prezzi e pressione sui margini in tutti i settori.

Fonte: Capital Group, American Compass. Dati al 5 marzo 2025

1. Disaccoppiamento

Parte della motivazione alla base degli ultimi dazi è quella di ridurre la dipendenza da catene di approvvigionamento a fonte unica, in particolare in Paesi come la Cina, dove la guerra commerciale è stata concentrata per anni. Questa tipologia di dazi mira a riportare alcune attività manifatturiere negli Stati Uniti.

2. Ribilanciamento

I cosiddetti dazi reciproci hanno lo scopo di ristabilire l'equilibrio con altri partner commerciali, come Europa, Giappone, Messico e Canada. L'obiettivo è ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti e costringere questi Paesi a favorire un commercio più equilibrato.

3. Negoziazione

L'amministrazione Trump ha chiarito che alcuni dazi sono specificamente intesi a fare pressione su altri Paesi affinché contribuiscano agli obiettivi politici statunitensi, come la lotta all'immigrazione clandestina e il contenimento del flusso transfrontaliero di droghe.

4. Finanziamento

I dazi sono visti come un modo per aumentare le entrate del governo statunitense e potenzialmente compensare l'impatto di altri obiettivi politici, tra cui tagli fiscali e riforme normative.

Queste quattro motivazioni avranno un ruolo importante nell'evoluzione futura. Ad esempio, è improbabile che i dazi utilizzati a fini di negoziazione persistano per lunghi periodi di tempo. Al contrario, i dazi che fanno parte di un più ampio processo di disaccoppiamento potrebbero permanere a lungo.

Man mano che tali questioni verranno risolte, gli impatti sull'economia statunitense e su quella globale potrebbero essere significativi, ma finché non ne conosceremo i dettagli e non vedremo almeno alcuni dei risultati iniziali, sarà difficile giungere a una conclusione, al di là dell'ovvio fatto che ci troviamo in una situazione di estrema incertezza.

Nel nostro scenario di base l'economia statunitense continuerà a crescere notevolmente quest'anno, trainata da una spesa al consumo e da investimenti aziendali ingenti, a loro volta sostenuti da una forte crescita del reddito e dall'accelerazione degli utili aziendali. Riteniamo che la crescita del PIL statunitense per il 2025 sarà compresa tra il 2,5% e il 3%, ma la portata e l'entità delle recenti manovre politiche potrebbero complicare tale previsione.

Abbiamo sempre creduto che concentrarsi sui driver fondamentali dell'economia, come il reddito e gli utili, fosse il modo migliore per prevedere l'attività. Tuttavia, dobbiamo anche riconoscere che gli ingenti sviluppi geopolitici degli ultimi due mesi potrebbero creare abbastanza incertezza da far divergere l'attività economica da tali driver in modi mai osservati prima. In quanto investitori incentrati sui fondamentali e bottom-up, potrebbe essere il momento di “lasciar perdere i modelli” e valutare l'impatto di questi eventi senza precedenti man mano che si verificano.

Per maggiori informazioni consulta il sito di Capital Group.


Jared Franz è un economista con 19 anni di esperienza nel campo degli investimenti (al 31/12/2024). Ha conseguito un dottorato in economia presso l’Università dell’Illinois a Chicago e una laurea in matematica presso la Northwestern University.

Tryggvi Gudmundsson è un economista con 16 anni di esperienza nel campo degli investimenti (al 31/12/2024). Ha conseguito un dottorato in economia presso la London School of Economics and Political Science, un master e una laurea di primo livello in economia presso la University of Iceland.

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